Wednesday, April 19, 2006

digital.camera

Di seguito, alcune foto scattate con la mia nuova, fiammante, digitale PENTAX. Cercherò di pubblicare le più belle con una certa frequenza... spero vi piacciano!

david.kujan




light.at.two.lights

Light at Two lights (1927)
Watercolor on paper
14 x 20 inches

Hopper, Edward
Collection of Blount (Alabama)

night.hawks

Nighthawks (1942)
Oil on canvas
30 x 60 inches

Hopper, Edward
The Art Institute (Chicago)

Friday, April 14, 2006

summer.interior

Summer Interior (1909)
Oil on canvas
24 x 29 inches

Hopper, Edward
Whitney Museum of American Art (New York)

berlusconi.mania

Ebbene, sembra che l'alleanza di centro-sinistra (più sinistra che centro, visti i deludenti risultati della Margherita e dell'Udeur) sia in condizione di governare, rivendicando una vittoria sia pur risicata.

Ma il vero mattatore di questi giorni, come delle settimane passate, è come al solito B. Un titano capace di risollevare, da solo, le sorti della moribonda Casa delle Libertà (nel senso del 'facciamo tutti un pò come cazzo ci pare'...). Fini e Casini? Oscurati, se non annichiliti dalla presenza e dal fascino berlusconiano. Negli ultimi dibattiti televisivi l'opinione unanime (di chi?) era quella di un Presidente del Consiglio 'cotto', improbabile, lontano dalla realtà italiana. Tutt'altro.

Personalmente, sentivo che il messaggio berlusconiano stava facendo breccia, forse perchè (meno ipocritamente rispetto a tanti elettori 'ulivisti') ne percepivo i modesti effetti sul mio modo di pensare e, soprattutto, sul mio stato d'animo. Ma se tentavo di affrontare l'argomento con i miei amici di sinistra, tutti mi guardavano tra l'inorridito e il disgustato dicendomi di dormire sogni tranquilli, di riflettere sulla rabbia degli italiani, stufi (ma davvero?) del fare affabulatorio del Magnate di Arcore.

Il fatto è che, meglio di chiunque altro, B. interpreta e mette a nudo le richieste, le esigenze, in una parola il sentire, di una parte consistente (e probabilmente maggioritaria) del nostro paese. Non voglio soffermarmi su quel particolare carico di sentimenti che tale maggioranza esprime (furbizia? supposta scaltrezza? voglia di rompere gli schemi? faciloneria? arroganza? esibizionismo?) - sarebbe troppo triste parlarne - ma sul fatto, ormai indiscutibile, che B. sia l'unico politico in grado di muovere ed aggregare una comunità (i suoi fan) che vive in simbiosi perfetta col suo leader. Il Cavaliere si è guadagnato di diritto un posto tra le star: è la berlusconimania che rende così forte ed ipnotico il suo messaggio elettorale; allo stesso modo in cui un Vasco Rossi può pretendere ed ottenere l'adorazione dei suoi fan. Sarebbe più corretto, certamente più ortodosso, collocare B. al fianco di un Robbie Williams o di una Britney Spears più che di Fini e di un Casini (a confronto, veri cimeli, anticaglie da modernariato).

In questo senso, il messaggio berlusconiano è distante anni luce dalla politica tradizionale, convenzionale ed è questa distanza che il suo elettorato recepisce, apprezza e, infine, premia. Non a caso, quando l'Unto non è sceso in campo in occasione delle regionali, delle ammisitrative e delle comunali (potrebbe farlo solo col dono dell'ubiquità, facoltà ingiustamente negatagli da un Dio fin troppo generoso...) la Casa delle Libertà ha sofferto e patito dure quanto inevitabili sconfitte.

L'unico dubbio che ancora mi tormenta è:
qual'è la distanza tra quel B., la star televisiva, ed il B. privato, vero (supposto, ovviamente, che tale distanza esista...)?

david.kujan

Thursday, April 13, 2006

wise.up.and.save.me

Recentemente ho sostenuto un esame universitario dedicato all'analisi dei linguaggi musicali giovanili (in breve, la musica rock/pop dalla sua nascita ad oggi). L'esame consisteva nella discussione di un mio elaborato redatto a partire da un argomento concordato col docente. In particolare, ho presentato un lavoro sulle musiche della colonna sonora di un film uscito nel 1999: Magnolia, regia di Paul Thomas Anderson.

L'analisi si concentra sul raffronto tra una sequenza del film in cui ciascun personaggio interpreta, in una sorta di corale, il brano della colonna sonora 'Wise Up' ed il videoclip della canzone 'Save Me', anch'essa parte della colonna sonora del film. L'elaborato trae la sua ispirazione da due 'testi audiovisivi' ma dedica la sua maggiore attenzione al ruolo che la musica e le liriche assumono nell'economia generale della pellicola. Il tutto, accompagnato da un DVD appositamente editato a partire da alcune sequenze 'estratte' dal DVD originale.

Perchè vi racconto questa storia? Semplice. Il docente che ha valutato il mio lavoro lo ha definito 'inadatto per un corso che si occupa dell'analisi sociosemiotica dei linguaggi musicali' sostenendo che forse sarebbe stato più adatto per un 'corso di semiotica dell'audiovisivo'. Qual'è la differenza? In pratica, meglio presentare questo lavoro in un corso che si occupa di testi audiovisivi, come nel caso dell'analisi di un film. In realtà, il nostro corso è stato pieno zeppo di 'escursioni audiovisive': i videoclip di David Bowie e dei R.E.M., l'antologia celebrativa dei Beatles, il lungometraggio 'Quadrophenia', dedicato agli WHO.

Cosa dire? Rimango convinto della bontà del mio lavoro e credo che abbia dedicato (il prof. Spaziante) poco tempo alla visione del materiale che gli ho fornito. Ovviamente, se qualcuno di voi (?) volesse dare un'occhiata al mio elaborato... si senta libero di lasciare un messaggio nei commenti e provvederò a spedirgli una copia!

david.kujan